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venerdì, 27 agosto 2010 |
Roma, 26 ago. (Apcom) - Intanto, dopo il fallimento della gara nella quale era rimasta come unico concorrente Mediterranea Holding, i possibili pretendenti hanno confermato il loro interesse. La cordata pubblico-privata, nella quale la Regione Sicilia detiene la maggioranza del capitale con il 37%, ha ribadito l'intenzione di acquistare la compagnia con tutti i suoi asset e, a tale scopo, ha convocato per il 31 agosto un'assemblea per deliberare l'aumento di capitale allo scopo di formulare una nuova offerta che, assicura la società, prevederà anche "la salvaguardia dei livelli occupazionali". E' tornata alla carica anche Moby Lines che già aveva manifestato interesse nelle prime fasi della gara. Il presidente Vincenzo Onorato ha riferito nei giorni scorsi che a breve contatterà il commissario straordinario Giancarlo D'Andrea "per avviare una trattativa" sottolineando che il progetto prevede assunzioni e integrazioni salariali al rialzo.
notizie.virgilio.it
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domenica, 08 agosto 2010 |
L'armatore napoletano, patron di «Moby Lines» si dice pronto a rilevare la compagnia pubblica, senza Siremar  Vincenzo Onorato NAPOLI - Il patron di Moby Lines, Vincenzo Onorato, si dice pronto a rilevare la Tirrenia senza la Siremar. «Io sono pronto a comprare Tirrenia, Siremar no, non mi interessa» dice Onorato interpellato da «la Stampa». Il patron della linea di traghetti e proprietario di «Mascalzone Latino» la barca che dovrebbe contendere ad Oracle l'America's Cup, si fa quindi avanti con decisione per mettere fine allo stallo della vendita della compagnia pubblica. La gara per Tirrenia si era conclusa con l'assegnazione a Mediterranea Holding, una newco costituita con armatori, armatori e investitori (Tomatos, Lauro, Coccia, Isolemar, Busi Ferruzzi). L'offerta della newco era stata accolta da Fintecnica ma qualcosa poi si è bloccato. Si è tornati al punto di partenza con la nomina a commissario straordinario di Giancarlo D'Andrea, già amministratore unico di Tirrenia. «Quella gara è nata male - dice Onorato al giornale torinese - Non si doveva mettere insieme Tirrenia e Siremar». «Ci hanno cambiato le carte in tavolo», ribatte Nicola Coccia, ex leader di Confitarma, riferendosi all'accollo di perdite la cui entità non era nota. Ora il secondo tempo., forse quello decisivo per trovare un proprietario alla gloriosa compagnia pubblica. O si fa una nuova gara con Tirrenia soltanto e con Siremar ceduta gratuitamente alla Sicilia oppure due gare distinte. «Io per Tirrenia sono pronto», conclude Onorato. Redazione online 06 agosto 2010 fonte: Corriere del mezzogiorno
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domenica, 08 agosto 2010 |
Il patron di Moby Lines, Vincenzo Onorato, in un'intervista a un quotidiano nazionale si dice pronto a rilevare la Tirrenia. Intanto ieri è stato nominato il commissario straordinario Il patron di Moby Lines, Vincenzo Onorato, si dice pronto a rilevare la Tirrenia senza la Siremar. "Io sono pronto a comprare Tirrenia, Siremar no, non mi interessa" dice Onorato interpellato dal quotidiano "La Stampa". Per il patron della linea di traghetti dovrebbero essere fatte due gare distinte, per Tirrenia e Siremar o, in alternativa, una sola gara per Tirrenia, cedendo gratuitamente la Siremar alla Regione Siciliana. "E' l'unica soluzione" dice Onorato. Venerdì 06 agosto 2010 11.20
unionesarda.it
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venerdì, 06 agosto 2010 |
09:43 - ECONOMIA- 06 AGO 2010 La Gara era nata male: Non insieme le due società(Stampa) Roma, 6 ago. (Apcom) - "Io sono pronto a comprare Tirrenia. Siremar no. Non m'interessa". Così Vincenzo Onorato, il patron di Moby lines, interpellato da 'La Stampa'. La gara, poi chiusa senza esito, per la privatizzazione di Tirrenia e Sireman, sostiene Onorato, "è nata male con un vizio di forma. Non si dovevano mettere insieme Tirrenia e Siremar". A questo punto o ci sarà una nuova gara con Tirrenia soltanto e Siremar ceduta gratuitamente alla Sicilia o due gare distinte. Secondo Onorato questa è "l'unica soluzione".
APCOM
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Last Updated ( domenica, 08 agosto 2010 )
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domenica, 08 agosto 2010 |
"Trattati come bestie". Due volte in due giorni. In 1.800 venerdì, altrettanti ieri. Perché i motori della Clodia non vanno e la compagnia ferma la Civitavecchia-Arbatax-Cagliari. Vacanzieri sparigliati su altri tre traghetti. Due arrivano a Olbia. Intanto la Capitaneria di Porto di Cagliari fa sapere che la Clodia è partita nella notte, il suo arrivo a Cagliari è previsto per le 18 di questo pomeriggio. In rivolta anche i politici.
 OLBIA Tutti a terra. Di nuovo. Lasciati a terra dalla Tirrenia. In 1.800 venerdì, altrettanti ieri. Un esercito di vacanzieri (e non solo). Perché la Clodia coi motori in panne non si muove da Civitavecchia. Niente Arbatax e poi Cagliari. Per la seconda volta in due giorni. Ma adesso è caos. STESSO COPIONE Sembrava una fatalità. Con la compagnia che continuava a ripetere di aver mandato i tecnici da Genova, in aereo, da due giorni. Per fare in fretta a riparare i motori che si accendevano, ma si surriscaldavano. Invece il guasto resta, la Tirrenia non risolve nulla e un'altra corsa salta. Sempre la stessa: la Civitavecchia-Arbatax-Cagliari. Quella che venerdì, ha costretto 1.800 passeggeri a un incubo di ventiquattro ore prima di sbarcare nell'Isola. «Uno schifo: tenuti in ostaggio fino all'alba, sulla Clodia ferma in porto». Poi li hanno sparigliati in tre navi. Due, la Shardan e la Nuraghes, fanno rotta a Olbia. Oggi sarà uguale. PRIMA ODISSEA Le 16 sono passate da nove minuti, all'Isola Bianca: ventisette gradi e poco vento, il sole che continua a pungere. Mille macchine nella stiva, a bordo in tremila. Non un racconto che suoni diverso, tanto da sembrare un'invenzione. Non una licenza poetica che ci starebbe pure dopo la beffa. Ieri Vincenzo Di Giacomo, 52 anni, accento romano e casa a Tertenia, è stato il primo a toccare terra. Barbetta e passo svelto: «Ci hanno lasciato senz'acqua, senz'aria condizionata e coi bagni luridi. Sono salito sulla Clodia alle 19. Prima hanno detto che si partiva alle 20,30, anziché alle 18,30. Poi alle 24, poi all'una di notte. È finita che alle sei di mattina siamo dovuti riscendere». Simona e Giada Simone, sorelle viterbesi di 28 e 22 anni, due giorni fa alle 11 e mezzo hanno ricevuto un sms dalla Tirrenia. «Annunciavano quattro ore di ritardo. Ne abbiamo fatte venti di più. E quando abbiamo chiesto acqua al bar, ci hanno risposto: “Se ve la offriamo gratis adesso, dopo pretendete gelato e panino”». La rabbia non ha bisogno di urla: «Quelli che sono entrati in cabina, alle sei credevano di essere in Sardegna. Peccato che fossimo ancora a Civitavecchia». LA RABBIA Gli zaini sulle spalle sembra costringano a guardare basso. Invece sono i musi lunghi a fare la differenza. Bernardette Ambrosio, 28 anni, a Tortolì l'ha portata il pullman, ieri (la Tirrenia ne ha noleggiati sei): «Ci hanno trattato come bestie. Eppure abbiamo pagato». Lei come Elisa ed Emanuele Faraone, 30 e 35 anni, niente macchine al seguito, piuttosto un passeggino con bimba di tre anni e mezzo: «Sono spariti tutti, l'altra notte. Incredibile, ma vero». Nancy Podimane, 49 anni, italiana nata in Australia, aveva il biglietto per Cagliari: «Io non capisco perché in questo Paese si tenga il mistero anche su un guasto. D'accordo, un'avaria può succedere in tutte le navi del mondo. Ma che lo dicano, che informino. Bisognava fare la rivoluzione per comprare una bottiglia d'acqua. No, non credo che su una Tirrenia mi vedranno ancora». IL SECONDO VIAGGIO È ormai l'alba di sabato, quando sulla Clodia non c'è più nessuno. Monica Infuso, 42 anni, napoletana emigrata a Parigi, non ci può pensare: «Quelli col distintivo Tirrenia ne sapevano meno di noi. Disinteresse totale. Nessuno che si batteva con energia per conoscere la verità». Natale Falco, piemontese di Cuneo, deve raggiungere la moglie a Cagliari. Ha settant'anni e un labrador al guinzaglio. Arriva sotto il pullman e l'autista gli dice: “Il cane non può salire”». Lui nemmeno risponde, poi dice: «Certo che Tea sale con me, ci mancherebbe». POLITICI IN CAMPO Ieri sera, ancora non si sapeva della beffa-bis, quando la Tirrenia è finita nel mirino della politica. «La Regione chieda alla compagnia i danni arrecati all'immagine turistica della Sardegna». Suona così l'incipit di Michele Cossa, vicepresidente del Consiglio nonché coordinatore sardo dei Riformatori. «Il fatto grave - scrive - è che la compagnia utilizza sempre le navi più lente e soggette ad avaria per la rotta Civitavecchia-Arbatax-Cagliari. È quella assistita dai proventi della continuità territoriale, quindi in regime di monopolio». Mauro Pili, deputato Pdl, ha già mandato un'interrogazione al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. Perché «apra un'indagine immediata sui ripetuti guasti che da mesi si verificano sulle navi Tirrenia». Guasti «sospetti», per il parlamentare che mette sotto la lente le dichiarazioni «inquietanti rese da un socio della compagnia (“ora bisogna puntare alla svendita, non avendo come primo obiettivo quello delle rotte e dell'occupazione”)». Pili non ci sta: prima di tutto «vanno verificate le tariffe applicate in regime di continuità territoriale». ALESSANDRA CARTA Domenica 08 agosto 2010 10.34
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martedì, 27 luglio 2010 |
Fa indubbiamente notizia una iniziativa in cui due importanti Aziende, MOBY e Cassa di Risparmio di Volterra, decidono di diffondere un messaggio per il rispetto del mare. Nel pieno dell’estate, proprio quando il mare è lo scenario delle vacanze di milioni di persone, i dirigenti delle due Società hanno pensato che fosse il momento opportuno per sensibilizzare le coscienze di tutti, ribadendo alcuni suggerimenti che, seppur noti, non sempre vengono messi in pratica: dal “non inquinare il mare con i rifiuti”, a “non lasciare i rifiuti sulla spiaggia”, dal “rispetta il verde dell’ambiente” a “rispetta tutte le specie animali”. Consigli semplici, comprensibili anche dai più piccoli, ma che troppo spesso ci svaniscono dalla mente, causando danni a volte irreversibili alle nostre coste, ai Parchi naturalistici, al mare.
La campagna mediatica non sottende alcun risvolto commerciale e, proprio per questo, risulta ancora più apprezzabile nelle sue finalità, meritandosi una segnalazione al prestigioso Green Globe Banking di Milano, riservato agli Istituti di Credito. Sul molo della Calata Carrara è stata presentata ufficialmente, venerdì scorso, la campagna, con la partecipazione delle Autorità della Città e Portuali. Alle foto e alle riprese di rito, hanno fatto da sfondo i traghetti della Moby con le fiancate dipinte con gli stessi characters Looney Tunes di Warner Bros. che caratterizzano i manifesti oggetto della campagna. Raggiungere gli adulti attraverso i personaggi cari ai bambini è stata una simpatica trovata che, la Moby e la Cassa di Volterra si augurano contribuisca alla salvaguardia del mare e dei Parchi.
La sensibilità per il rispetto dell’ambiente, di queste due importanti Aziende, merita indubbiamente attenzione: ha come obiettivo quello di coinvolgere i bambini (e i loro genitori) per la salvaguardia del mare, proprio mentre si apprestano ad attraversarlo. Una iniziativa come questa, dedicata espressamente alle coste e all’Arcipelago toscano, non può che stimolare un sentito “grazie” alla Cassa di Risparmio di Volterra ed alla Moby Spa, sempre sensibili ai temi ambientali.
Ilturista.info
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sabato, 04 settembre 2010
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